Knowledge management
La gestione della conoscenza nelle imprese
Il sapere e' diventata la nuova infrastruttura. (Pierre Levy)
Knowledge management ovvero gestione della conoscenza.
Questo termine designa l'insieme di tutte le attivita' aziendali e delle pratiche manageriali rivolte alla gestione della conoscenza e delle esperienze.
La gestione e la trasmissione della conoscenza sono sempre state una caratteristica dell'uomo e dei gruppi organizzati.
Il primo esempio di knowledge management lo possiamo trovare al momento della scoperta dell'uso del fuoco, quando il primo uomo che scopri' l'uso del fuoco trasmise questa sua conoscenza ad altri uomini.
Quindi la problematica della conoscenza non è nuova, la novità consiste nell'uso della tecnologia che sta rivoluzionando il modo di pensare e di lavorare delle persone.
La tecnologia e' presente in ognuna delle tre fasi o aspetti del knowledge management:
- raccolta e organizzazione delle informazioni (knowledge discovery);
- gestione e trasmissione delle informazioni agli operatori (knowledge organization);
- perfezionamento e arricchimento delle informazioni attraverso l'analisi delle stesse e la collaborazione delle persone (collaborative knowledge development).
La creazione di un sapere diffuso all'interno di un'azienda viene realizzata intervenendo sulle persone e sui processi e mediante l'utilizzo delle tecnologie per la comunicazione.
Le persone sono portatrici di un sapere che Federico Butera distingue in:
- embrained knowledge (ossia le conoscenze professionali, il «sapere che»);
- embodied knowledge (ossia il «sapere come»);
- encultured knowledge (ossia il sistema di ideologie, cultura e valori all'interno di un'azienda).
Le conoscenze aziendali (di proprieta' dell'azienda) si distinguono, sempre seguendo la terminologia di Butera, in:
- embedded knowledge (conoscenza che risiede nelle procedure);
- encoded knowledge (conoscenza che risiede nei segni, nei libri e nei manuali).
La specificita' del knowledge management consiste nel trattare in modo unitario e coerente queste diverse conoscenze, viste come risorse (capitale intellettuale come risorsa gestibile) chiave per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, quindi knowledge management come strumento per fare esprimere all'impresa una propria capacita' cognitiva.
Ma il knowledge management è molto di più che ICT, oggi, come agli albori della civilta', solo gli esseri umani possono avere un ruolo centrale nella creazione della conoscenza (Nonaka e Takeuchi, Knowledge Creating Company).
Quello che conta e' come l'utente utilizza le informazioni. Il knowledge risiede nell'utente. E' sbagliato porre un'enfasi eccessiva sulla tecnologia dell'informazione a discapito della partecipazione e dell'impegno umano.
Gli strumenti offerti dalla ICT servono alla raccolta e presentazione delle informazioni e non si deve intendere il knowledge management solo come predisposizione di un enorme archivio a disposizione dell'azienda.
La tecnologia è importante ma l'elemento cruciale e più difficile da gestire, come al solito, è il soggetto umano.
Le persone sono le depositarie della cosiddetta «conoscenza tacita» ovvero di quel sapere che si esterna solo con l'azione.
Compito delle politiche di knowledge management è quello di far convivere e rendere fruibile a tutti la «conoscenza tacita» e la «conoscenza esplicita», ovvero la conoscenza che è di più agevole trasmissione, perché più facilmente codificabile ed immagazzinabile.
L'oggetto del knowledge management è quindi costituito dalle politiche e strategie aziendali finalizzate alla gestione e condivisione della conoscenza, di tutti i tipi di conoscenza. Conoscenza utile per l'azione.
E' dall'uso della conoscenza che proviene l'innovazione di prodotti e processi e l'innovazione dei modelli organizzativi che consentono di aumentare il valore di una impresa.
Quindi oggi la risorsa aziendale di maggior valore è la conoscenza.
Se si concorda con questo assunto ne segue come corollario che l'obiettivo prioritario dell'azienda consiste proprio nella gestione della conoscenza e delle informazioni e nella loro condivisione tra tutto il personale.
Quanto esposto sopra vorrebbe solo far percepire l'importanza dell'argomento ed incoraggiare il lettore ad ulteriori approfondimenti. Esiste, da circa un decennio ormai, una vasta letteratura sull'argomento sia in Rete che sui tradizionali libri.
Risorse sulla Rete:
il punto di partenza, che puo' portare lontano, e' costituito dai seguenti siti:
Sveiby Sveiby Knowledge Associates
www.brint.com
www.skyrme.com
The knowledge management resource center
Riviste on-line:
www.kmworld.com (KM World Magazine)
www.kmnews.com
Articolo: Knowledge Management di Domenico Bogliolo
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