Agenti del cambiamento
“Un cambiamento non sempre produce un miglioramento ma un miglioramento richiede sempre un cambiamento.”
Winston Churchill
La gestione del cambiamento è un processo di fondamentale importanza in ogni azienda.
Il cambiamento non sempre è pianificato, può sorgere la necessità di cambiamenti non pianificati a cui l'azienda deve adattarsi.
Imparare a pianificare i cambiamenti, significa per l'azienda imparare a vedere il proprio futuro e imparare a porsi degli obiettivi di sviluppo, e questo senza trascurare il vantaggio di agire senza l'incombere dell'emergenza e della fretta.
La gestione del cambiamento comprende diversi aspetti da quello tecnologico, finanziario a quello umano.
Far coesistere armonicamente i diversi aspetti del cambiamento organizzativo è uno dei compiti di cui la direzione deve farsi carico.
Agenti del cambiamento: manager e consulenti
Spesso la direzione si avvale di manager o consulenti esterni, cui delega il compito di agenti del cambiamento.
Queste due categorie professionali hanno in comune il fatto di essere dei "dispensatori di aiuto" (E.H. Schein - Lezioni di consulenza).
La necessità della cooperazione è ciò che accomuna queste due categorie.
Nei progetti di cambiamento l'acquisizione del consenso al cambiamento è basilare.
Un atteggiamento che serve ad acquisire il consenso può essere quello di far partecipare le persone attivamente a tutte le fasi del cambiamento, questo significa adottare uno stile di consulenza che si basa sull'aiuto agli altri.
Aiutare gli altri ad aiutare se stessi costituisce una forma basilare di supporto organizzativo e rappresenta la base di quella che l'autore citato sopra chiama consulenza di processo.
Le fasi del cambiamento: scongelamento - trasformazione - ricongelamento
Un modello di riferimento sul cambiamento delle persone, che può essere utilizzato da consulenti e manager, è quello proposto da Kurt Lewin (psicologo sociale americano) che si basa sulle tre fasi sequenziali di: scongelamento, trasformazione e ricongelamento.
Fase dello scongelamento: requisito di questa fase è una situazione di instabilità che genera uno stato di ansia o di insoddisfazione.
Quando questo stato di ansia è superiore al normale si avverte il bisogno del cambiamento.
Scongelare significa creare la motivazione e la disponibilità al cambiamento.
Fase della trasformazione o del cambiamento: in questa fase occorre aiutare il cliente a vedere con occhi nuovi, ragionare in modo diverso.
Per realizzare ciò occorre che il nuovo punto di vista sia ricercato o tramite il processo di identificazione (seguendo le motivazioni prospettate da un manager o da un consulente) o tramite il processo di esplorazione dell'ambiente alla ricerca di informazioni utili.
Il cambiamento effettivo, può essere visto come "una ristrutturazione cognitiva o una ridefinizione del suo problema che porta a nuove percezioni, nuove sensazioni, nuovi giudizi e infine a nuovi comportamenti" (E. H. Schein).
Fase di ricongelamento: il ricongelamento è quella fase che incorpora i nuovi punti di vista.
Il ricongelamento avviene quando l'interessato verifica i cambiamenti attraverso l'esperienza.
Nelle fasi iniziali del ricongelamento è importante mantenere un continuo rafforzamento del comportamento richiesto in modo da accelerare il processo di apprendimento.
Il ruolo del manager o del consulente varia ampiamente attraverso le varie fasi.
In molte situazioni il cliente sarà gia parzialmente scongelato avendo vissuto episodi di ansia o di colpa, ma spesso non avrà goduto di sufficiente sicurezza psicologica per sentirsi motivato a cambiare.
Secondo E. H. Schein molti progetti di cambiamento o di consulenza falliscono perchè tentano di ristruttutturare le percezioni, la mentalità, gli atteggiamenti e la condotta del cliente prima che sia stato eseguito uno scongelamento adeguato.
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